Il mare…L’acqua copre il nostro pianeta per tre parti rispetto a una sola di terra ed è un grave errore chiamare il nostro mondo Terra se è il mare il vero protagonista. L’acqua… La nostra vita inizia grazie all’acqua e in quell’acqua restiamo nove mesi. Ci nutre, ci fa respirare e quando veniamo al mondo resta in noi sempre quel ricordo cui aneliamo ogni volta che la vita ci toglie il respiro. Tendiamo sempre a quel mare materno dove ci siamo rotolati, ovattati e protetti. La scelta di una tesina dovrebbe essere sempre personale e non convenzionale. A me è giunta da quella frase dei Malavoglia: “Il mare non ha paese…” che si presta a tante considerazioni oltre a varie interpretazioni. Una frase che intrappolata nella sua sintassi fa credere a un mare assoluto, dove ritorna quell’acqua che ci ha permesso la vita. Ma non possiamo non interpretarla e darle un valore attuale, oggi più che mai sentita, vissuta da noi Italiani che abitiamo coste ambite da chi scappa dalla guerra e dalla fame, chi aspira a un futuro migliore. E se noi siamo il loro futuro migliore, non possiamo dirlo, non siamo che un approdo, consapevoli del fatto che anche noi potremmo essere figli del mare alla ricerca di un porto. C’è chi cerca la sponda su cui approdare e chi il mare non lo lascia mai, chi va alla deriva e chi ci lascia la vita. Il mare, più grande della distesa di terra, risuona nel cuore come quando eravamo noi a sentire il battito della madre.

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Il mare è di tutti! I romanzi più interessanti parlano del mare: E. Hemingway, J. Joyce, J.Conrad, William Dafoe, H.Melville, quante storie abbiamo bevuto, quanti personaggi rimasti nel nostro immaginario che hanno tratto forza dal mare. Ogni metafora perfetta traccia il suo mare e mai come ora è il più perfetto dei versi, quello leopardiano “Come è dolce naufragar in questo mar”. Nel mare le tracce della nostra vita, in fondo al mare quel che resta del mondo, sulla sua superficie scorre la vita, i sogni e il futuro. C’è chi sogna un’altra vita dall’altra parte della sponda e chi di portare aiuti, e chi lo usa come pista per i suoi onnipotenti esperimenti. La vita comincia con l’acqua e da lì dovremmo cominciare a riconoscersi, come tutti figli di un mare che come un padre ci educa o ci rimprovera. La letteratura lo vuole una metafora della vita, la più inflazionata e la più amata, io voglio il mare per la vita e vorrei che imparassimo a conoscerlo, ascoltarlo, amarlo, visto che senza acqua la nostra vita non potrebbe esserci. Il mare raccoglie e accoglie tutti gli uomini che abitano il pianeta e ci abbraccia facendoci sentire parte di un intero, un modo di appartenere, l’unico nazionalismo di cui essere fieri: abitanti del mondo.

 

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