Aperipizza-a-Palazzo-CaraccioloLa pizza è il simbolo della cucina napoletana nel mondo e, senza dubbio, per mangiare una buona pizza bisogna andare a Napoli. Ma quali sono le pizze più buone di Napoli (e del mondo, oseremmo dire)? Il giornalista Luciano Pignataro* ha provato a stilare la sua personale classifica, che vi riportiamo dal blog www.lucianopignataro.it.

1-Da Michele

  • La pizza napoletana senza se e senza ma, quella che ha determinato lo stile a ruota di carro e la tradizione da cui non ci si allontana. Impossibile dire di aver mangiato una pizza nella propria vita senza essere passati di qui, a due passi dal Corso Umberto e da Castel Capuano. Notate come non è coperta di latticino come avviene ormai nella maggior parte dei casi.
    Voto 100/100

2-Ciro Salvo 50 Kalò

  • Si avvicina come stile moltissimo a quella di Michele come idealtipo, ha una maggiore spinta idratata e un impasto capolavoro. La fusione con il latticino (preferite sempre il fiordilate, ma mangiatela sul tavolo più vicino al forno) è semplicemente perfetta.
    Voto 98/100

3-Sorbillo ai Tribunali

  • Altra grande, grandissima margherita al prezzo popolare di 3,5 euro che tutti possono mangiare a patto di mettersi pazientemente in fila. Una bellissima esecuzione classica e una buona lievitazione ne fanno una margherita di riferimento.
    Voto 96/100

4-Da Attilio

  • Fuori dai riflettori mediatici, la margherita di Attilio alla Pignasecca si differenzia un po’ dalle altre tre per le proporzioni e per una preparazione meno spinta. Ma l’equilibrio e la scioglievolezza sono perfette.
    Voto 95/100

5- Enzo Coccia

  • Il professore della margherita, sicuramente perfetta in tutte le sue componenti e una elasticità perfetta. Il fondatore della nuova pizza napoletana è ripartito proprio dagli ingredienti per restituire dignità a questo cibo popolare.
    Voto 93/100

6-Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi

  • L’ennesimo miracolo della Sanità: una grande pizza di un giovane che ha le idee molto chiare su come muoversi. La pizza come vedete è a ruota di carro, gli ingredienti davvero e buoni e chiunque ci va torna entusiasta.
    Voto 91/100

7-Francesco Martucci i Masanielli a Caserta

  • La prima margherita fuori Napoli per me è questa. Un impasto soffice e aereo, straordinario per equilibrio in tutte le sue componenti, tra l’altro la prima in cui preferisco anche la bufala al posto del fiordilatte.
    Voto 90/100

8-Salvatore Salvo

  • Ancora fuori Napoli, ancora una pizza da manuale, popolare, digeribile, equilibrata tra le sue diverse componenti. C’è anche molto studio e ricerca con il raggiungimento di un risulatto finale sempre più interessante.
    Voto 89/100

9-Di Matteo

  • Altro grande classico della margherita ai Tribunali con Salvatore che rinnova una tradizione iniziata nel 1936: un sapore preciso, di valore assoluto, che ne fa un must per chiunque voglia capire cosa significa pizza.
    Voto 88/100

10– Capasso

  • A Porta San Gennaro una delle pizzerie più antiche del mondo, con una bellissima mano giovanile nella margherita molto interessante e promettente, essenziale e senza grilli per la testa.
    Voto. 87/100

Primo dopo la top ten:
11- Starita

  • Starita è sempre Starita. Forse un po’ distratto dalle aperture in Usa e a MIlano per qualche tempo, ma è difficile che sulla margherita possa sbagliare un colpo.
    Voto 85/100

* Luciano Pignataro (Salerno, 2 giugno 1957) è un giornalista, scrittore e gastronomo italiano. Dal 1998 collabora con la guida I Ristoranti d’Italia pubblicata da L’Espresso. Sul proprio sito cura un blog dedicato all’enogastronomia.

Fonte: http://www.lucianopignataro.it/

 

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