Il 15 agosto si festeggia l’Assunzione della Vergine Maria, una festività cattolica che tutti conoscono per Ferragosto. Questo termine risale all’imperatore Augusto che nel 18 a. C. istituì le feriae Augusti per celebrare i raccolti e la chiusura dei lavori agricoli nel mese d’agosto. La festa dell’Assunzione fu istituita da Papa Pio XII nel 1950 per dare al dogma della Madre di Dio, che finito il suo ciclo terreno viene assunta in cielo corpo e anima immacolata così come si era mostrata nella sua vita terrena. L’istituzione della festa vuol ricordare che a termine della vita terrena anche l’uomo avrà la Resurrezione della carne alla fine dei tempi. Maria che aveva concepito senza macchia e senza peccato e conservato la sua verginità avesse un posto eterno nella volta celeste. Al tempo di Augusto, il 13 agosto si festeggiava la dea Diana, dea dei boschi e della caccia, signora della luce che permette l’esistenza della vita. Nelle raffigurazioni la dea era presentata con la fronda in una mano e una coppa di frutti nell’altra a significare la natura e l’abbondanza. Il Cristianesimo ha convertito il mito pagano con l’interesse cristiano trasformando le Feriae Augusti da festa per il raccolto ad Assunzione di Maria Vergine. L’accostamento tra Diana e la Vergine può ravvisarsi per la vita che donano, per la castità, ma sono ovviamente delle forzature. E’ più plausibile un lento passaggio dalla cultura pagana a quella cristiana innestando sul mito un dogma cristiano. E il fatto che la festa dell’Assunzione della Vergine coincidesse con il 15 agosto fu grazie a Papa Niccolò I.

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 L’assunzione della Vergine viene rappresentata in occidente  per la prima volta tra l’VIII e IX secolo. Viene concepita come l’Ascensione di Cristo, portata in cielo e raffigurata in una mandorla. In esse si ha anche una contaminatio tra Dormitio di stampo bizantino e Assumptio di ordine cristiano. Con la Dormitio si ha l’ascesi al cielo come un sonno profondo per sottolineare che Maria non può morire dopo la specchiata vita terrena, di contro l’Ascesa che rappresenta l’assunzione del corpo e dell’anima. La maternità è un tema ricorrente in Asturi, soggetto ripreso in più modi ed epoche nonché stati d’animo. La madre che assurge a colei che consola, libera e solleva il figlio, che segue e ama come solo una madre sa fare. Figure che mettono il risalto il legame con la suzione, l’abbraccio, i baci, il gioco, come a scacciare ogni altro momento e tempo con la madre che non sia quello della costante rassicurazione e affettuosità. Sembra quasi che Asturi escluda un momento triste come quello della dipartita della madre e voglia con questo sottolineare che la morte non allontana la madre, lei è una presenza attiva anche nell’assenza. Il termine dogma nel linguaggio ecclesiastico è usato per indicare un principio certo e una verità inconfutabile (dal greco dogma, dottrina comunemente accettata, decreto). Nel Concilio di Costantinopoli, nel 533, si sancì la perpetua verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto di Gesù Cristo. Com’è recepito questo dogma dai cristiani? Pittura e Assunzione, in che rapporto sono nel corso del tempo?

 

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