bud-spencer«Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell’attesa e nel timore. C’è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene. E ridici su».
Questo diceva nel 2014 Bud Spencer, morto ieri 27 giugno a Roma, all’età di 86 anni, in seguito ad un ricovero in ospedale, lasciando tutti noi orfani del gigant,e buono del cinema.
Nato a Napoli il 31 ottobre del 1929 prima di diventare l’attore amato da tutti, Carlo Pedersoli (questo il suo vero nome) aveva svolto diverse professioni. Campione di nuoto negli anni ’50, aveva partecipato alle Olimpiadi di Roma e aveva vinto numerosi titoli, tra cui quello di primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero. Grazie al fisico possente (era alto 1,92 per 103 kg all’epoca) è stato giocatore di rugby ma anche pilota di elicottero, operaio, bibliotecario, sceneggiatore, produttore di documentari, cantante, paroliere, studente di Giurisprudenza e Sociologia.
Si era poi trasferito in Sudamerica, dove aveva lavorato alla costruzione di strade tra il Venezuela e la Colombia, ed all’Alfa Romeo di Caracas.
La svolta si ebbe quando, al ritorno a Roma, gli fu proposto un film in coppia con un giovane attore, Terence Hill, che all’epoca era ancora Mario Girotti, la pellicola è Dio perdona…io no!, del 1967, diventato poi un cult del genere “spaghetti-western”. Da quel film in poi fu tutto un crescendo in termini di successo, la coppia Bud Spencer – Terence Hill diventò famosissima anche all’estero, grazie a film come Lo chiamavano Trinità…, Pari e dispari, Io sto con gli ippopotami. Tra i film girati senza il compagno Terence Hill, la fortunata serie di Piedone (Piedone lo sbirro, Piedone a Hong Kong, Piedone l’Africano e Piedone d’Egitto), nate da un’idea dello stesso Spencer.
Il successo di un attore come Bud Spencer deriva dalla sua comicità mai volgare, adatta a tutte le età, ma soprattutto dall’innata simpatia dell’uomo, da quella leggerezza con cui affrontava la vita e il lavoro.
Pur avendo vissuto in giro per il mondo, Bud Spencer era un napoletano fiero di esserlo: più volte, soprattutto all’estero, aveva ribadito la sua appartenenza alla cultura partenopea. Parlava sei lingue e riteneva che il napoletano fosse la settima.
Mancherà a tutti noi Bud Spencer, eroe buono del cinema amatissimo dal pubblico ma snobbato dalla critica.

CURIOSITÀ: Il nome d’arte di Bud Spencer fu scelto dallo stesso Pedersoli dall’unione di BUD, una marca di birra che adorava e SPENCER, dal nome dell’amato attore Spencer Tracy.

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