Alex ZanardiSe Bebe Vio ha dalla sua l’entusiasmo della giovane età, Alex Zanardi può contare su perseveranza e determinazione. Chiunque, dopo il terribile incidente in cui ha rischiato di morire dissanguato e che gli è costata l’amputazione degli arti inferiori, si sarebbe arreso e avrebbe continuato una vita da ex sportivo e, probabilmente, da ex uomo. Ma è proprio quando credi di aver perso tutto che ti rendi conto di avere ancora un cuore che batte e che non vuole arrendersi. È il cuore che fa la differenza. È stato il cuore che ha consentito a Zanardi di vincere l’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, a quasi 50 anni.

Alex Zanardi non è solo un esempio sportivo, l’atteggiamento positivo nei confronti della vita, l’energia e l’amore per lo sport ne hanno fatto un modello da seguire per tutti.

Alex Zanardi è un uomo semplice, sincero, dall’animo nobile e gentile, è il supereroe che tutti vorremmo essere.

BIOGRAFIA:

Alex Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966. Figlio di un idraulico e di una camiciaia, a 13 anni si appassiona ai kart, prosegue la carriera in Formula 3 e Formula 3000. Dalla fine del 1991 inizia a correre in Formula 1 con la Jordan e poi con la Lotus, per poi diventare pilota di Formula Cart. Il 15 settembre 2001, durante una gara a Lausitz, in Germania, l’auto di Zanardi viene presa in pieno da quella di un altro pilota e, in quell’occasione, Alex perde entrambe le gambe. Dopo soli due anni dall’incidente, il pilota è di nuovo in pista, con un’auto modificata. Dal 2007 Zanardi comincia a praticare la handbike, inanellando un successo dietro l’altro, fino all’oro nelle ultime olimpiadi di Rio.

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